Un tenue puntino azzurro

La Pale Blue Dot (tenue puntino azzurro), scattata nel 1990 dalla sonda Voyager 1, è il nome di quella che è stata giudicata tra le 10 migliori immagini scientifiche di sempre. In essa è stato ripreso il nostro pianeta da sei miliardi di chilometri.

Cara Sophía, ho appreso questa notizia leggendo l’ultimo libro di Jostein Gaarder (Oslo, 1952), Noi che siamo qui adesso, un affermato scrittore norvegese che ha venduto nel corso della sua carriera milioni di copie delle sue opere.René Magritte, I misteri dell'orizzonte 

Come ho scritto non conoscevo l’esistenza, né il valore, di quell’immagine ma da allora quel puntino quasi invisibile, sprofondato nell’infinito celeste dell’universo, non smette di far capolino nella mia mente e il frastuono che produce non accenna a diminuire.

Eterne domande senza risposta

Mi chiedo come può, Sophía, un pulviscolo dell’infinità provocare un fragore impertinente e non abbandonarmi più. Come può la deriva del nostro pianeta, nella distesa blu dello spazio privo di confini, sollevare nella storia dell’essere umano il sorgere di domande quali: esiste altra vita nell’universo? Da dove veniamo? Dove siamo destinati una volta morti? 

Noi, gnomi nel giardino dell’immenso, cerchiamo spiegazioni che mai potremmo udire.

L’infinito esercita un indubbio fascino sull’uomo stimolandone le creatività artistiche, letterarie e filosofiche. Molti filosofi hanno profuso la loro vita nel cercare delle risposte a queste domande, senza però trovarne di definitive.

Ti ricordo Sophía un certo Anassimandro (IV sec. A.C.) e l’àpeiron, la realtà infinità ed eterna. Egli è stato uno dei filosofi dell’antichità più geniali, un pensatore la cui brillantezza ci lascia tutt’ora stupiti. Uno dei primi filosofi naturalisti, il teorico appunto dell’àpeiron, il principio che governa il mondo, una quantità indeterminata di materia caotica primordiale dalla quale derivano i mondi.

I teologi invece, in nome della fede, hanno in qualche modo creduto di possedere le soluzioni ma senza mai essere riusciti a produrre delle prove

Relativamente alla visione teologica dell’infinito avrebbe potuto continuare a dire qualcosa di interessante Giordano Bruno (1548 – 1600) se il fuoco purificatore dell’inquisizione non glielo avesse impedito per sempre. Nella sua opera De l’infinito, universo e mondi egli argomentava l’infinità dell’universo in un’epoca nella quale lo stesso era ritenuto finito e la Terra il suo centro (il cosiddetto sistema tolemaico, allora ritenuto vero dalla Chiesa).Giordano Bruno

Oggi abbiamo molte più argomentazioni circa la vastità dell’universo ma, relativamente alla sua infinitezza, nessuna certezza. Non possediamo risposte definitive nemmeno per gli altri due quesiti mia cara Sophía, da dove veniamo e dove saremo destinati una volta morti.

Kant fu molto categorico in proposito e puntò il dito su quelle che chiamò antinomie, cioè affermazioni contraddittorie che possono essere vere o false nel medesimo confronto. Egli spiegava che solamente l’esperienza può dare realtà ai nostri concetti, ossia ciò che non si può esperire è conoscenza illusoria.

Non voglio addentrarmi nei sentieri irti della fede, ognuno è libero di credere a ciò che vuole nel rispetto del prossimo.

Resta il fatto, Sophía, che ora e qui dobbiamo far sì che questo puntino azzurro, che chiamiamo Terra, si conservi per le generazioni future. Tu con i tuoi mezzi e io con i miei.

Il consulente finanziario tra azioni e consapevolezza

Come può un consulente finanziario accorrere al grido, oramai disperato, che il nostro pianeta sta lanciando ed essere in qualche modo utile? 

In “Legge morale e cielo stellato” ti descrivevo già alcune modalità di scelta dei prodotti finanziari che posso adottare e che siano rispettosi dei principi ESG.

Posso fare qualcos’altro? Certamente sì. 

Un consulente finanziario è un libero professionista che incontra, durante la propria giornata lavorativa, molte persone che in questo puntino azzurro vivono e che non sempre sono coscienti dei pericoli ecologici che stiamo vivendo. Di solito sentir parlare di questo argomento genera un immediato calo dell’attenzione alla maggior parte degli esseri umani, in altri la spinta emotiva a proporre un cambiamento li porta in alcuni casi, a mio avviso, a manifestazioni esagerate se non addirittura irrispettose di quell’umanità che desiderano salvare.

Imbrattare un’opera d’arte o bloccare il traffico non può essere la via che porta alla soluzione del problema. Ma certamente, affinché ciò non accada, c’è necessità di intervenire subito per salvare il pianeta. I politici non hanno alibi!

Io allora scrivo a te Sophía che mi leggi sempre con diligenza affinché, attraverso i tuoi occhi, una piccola parte dell’umanità, che occupa un frammento del granello di sabbia che la terra rappresenta nell’universo, si sensibilizzi. Un buon inizio sarebbe cercare, guardare e cogliere il significato della Pale Blue Dot. 

Perderci, Sophía, nell’infinita solitudine di quel tenue puntino azzurro.


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