Legge morale e cielo stellato
di Giovanni Beraldo | pubblicato il 5 maggio 2022
Cara Sophía,
ho molto pensato a come iniziare questa nostra corrispondenza che mi privilegia, su tuo invito, ad inviarti delle lettere dove ti possa raccontare della mia professione di consulente finanziario e dei miei interessi culturali, la filosofia e la storia, pur non essendo io né un filosofo né uno storico.
Questo mi permette di farmi conoscere meglio da te, che mi sei particolarmente cara, e di condividere quegli aspetti personali che so ti saranno utili per il proseguo del nostro rapporto.
La logica avrebbe voluto che in questa prima lettera ti elencassi i temi che saranno trattati da qui in poi, un ordine dei filosofi e di avvenimenti, di valori e virtù trattate da questi ed essenziali all’attività dei consulenti finanziari.
Un’altra soluzione che avevo preso in esame era di trattare inizialmente un valore come la fiducia, ma questo sarà oggetto della prossima lettera poiché, in questo preciso momento storico, un altro evento sta concentrando l’attenzione dell’intera popolazione mondiale su di sé. Mi riferisco al conflitto tra Russia e Ucraina che ha portato in Europa la guerra.
Sia chiaro, quando una simile catastrofe accade anche in altri paesi è altrettanto orrenda e barbara, ma che ciò avvenga in Europa, palcoscenico principale di due guerre mondiali, era per me impensabile.
Sono costretto ad un esordio, per così dire, alternativo.
Sconvolgo l’ordine progettato e metto subito sul foglio un pezzo da novanta.
Non temere, visto l’argomento potresti pensare all’artiglieria, ma si tratta solamente di un super filosofo. Tale Immanuel Kant, del quale sono certo avrai sentito parlare a dispetto della scarsa dimestichezza che hai con la materia e del tuo evocativo nome.
Kant nasce a Königsberg nel 1724 e lì visse per ottant’anni, in pieno periodo illuminista, ed è considerato uno dei più importanti filosofi del pensiero occidentale.
Egli ha decretato l’allontanamento definitivo della metafisica dal campo delle scienze, ponendola in quello della fede. Attuò, sono parole sue, una rivoluzione copernicana in quanto mise l’essere umano e la ragione di questi al centro del mondo. Per Kant la conoscenza gira intorno agli esseri umani che percepiscono il mondo empirico tutti allo stesso modo.
Per la pace perpetua
Oltre alle tre famose opere:
- Critica della Ragion Pura,
- Critica della Ragion Pratica
- Critica del Giudizio
il nostro filosofo scrisse, spinto da un impulso politico figlio del turbolento periodo storico, un’opera filosofia dal titolo profetico: "Per la pace perpetua".
Egli la concepì come aiuto per trasformare un accordo di tregua tra nazioni in guerra, quello di Basilea tra francesi e prussiani, al fine di raggiungere una pace stabile.
Vedeva davvero molto lontano Sophía!
Così lontano e con tale chiarezza che ancor oggi fatichiamo a mettere in pratica le sue intuizioni dal momento che restiamo inesorabilmente miopi.
Progettò un’Europa senza più conflitti e, di fatto, profetizzò la nascita dell’Unione Europea e delle Nazioni Unite.
Promulgò l’illegittimità dei conflitti bellici e mise in guardia i sovrani dal giudizio che il popolo avrebbe espresso su di loro circa le scelte belliche che avrebbero, inevitabilmente, provocato tragedie e sofferenze da ambo le parti. Hai presente la vittoria di Pirro?
Incoraggiò al disarmo come via verso la pace e, ahimè, a distanza di oltre duecento anni l’uomo ha agito esattamente in senso contrario.
Fu il filosofo della Legge morale che deve, è importante questo “deve”, obbedire ad imperativi categorici dove non è considerato il «se». La legge morale sta dentro l’essere umano e lo trasporta verso quel cielo stellato che sta sopra esso, nell’ininterrotta ricerca del sommo bene.
Cosa c’entra tutto ciò con il consulente finanziario?
Lo so Sophía che ti stai ponendo questa domanda.
Non posseggo le armi della scrittura e, tanto meno, l’intelligenza cristallina di Kant ma, nell’esercizio della mia professione, posso cercare di mettere in atto alcuni accorgimenti che non contrastino con la legge morale.
- Il mio imperativo categorico, ad esempio, è quello di non contribuire al finanziamento di armi evitando di proporre investimenti in titoli emessi dall’industria bellica o che, in qualche modo, offenda il prossimo.
Si tratta di una scelta, la mia, che investe i principi etici e, di conseguenza, il riconoscimento dei valori dei miei clienti che non sono disponibili ad acquistare prodotti di società che li violino.
Se ricordi, cara Sophía, il cielo stellato tanto caro al nostro filosofo non è forse un elemento naturale che sta sopra le nostre teste? Quale cielo, quale mondo lasceremo da ammirare alle generazioni future?
- Avrai certamente sentito parlare di investimenti sostenibili e responsabili ESG.
Chi li propone, come il sottoscritto, mira a creare del valore per chi investe integrando l’analisi finanziaria con quella ambientale, sociale e di buon governo.
Anche in questo modo cerco di non contribuire alla distruzione dell’ecosistema, a salvaguardare la natura e con essa il pianeta intero poiché la legge morale mi dice che devo conservarlo per i miei figli e per quelle generazioni che varranno e verso le quali ho il dovere di garantire un’esistenza in un mondo possibile.
È nel presente, nel quale ci troviamo ed agiamo, che dobbiamo concentrare le nostre azioni.
Questa è a mio avviso una grande missione della quale deve farsi carico il consulente finanziario perché la posta in palio, sul tappeto verde del gioco della vita, è molto alta e non c’è più tempo per rimandare la decisione che ognuno deve prendere di impegnarsi per il futuro dell’umanità.
È un mio dovere, un nostro dovere Sophía. Dobbiamo farlo perché dobbiamo farlo. Così ci avrebbe parlato Kant.
Avrai capito adesso che la credenza secondo la quale i filosofi hanno la testa tra le nuvole non è poi da tenere in gran conto; è, appunto, una credenza e come tale dobbiamo considerarla. Spesso essi non trovano, sotto le nuvole, le risposte che cercano o, assai più spesso, le trovano ma non vengono ascoltati.