Liberi di volere
di Giovanni Beraldo | pubblicato il 7 settembre 2023
Durante i mille anni del Medioevo molti uomini dotti, mia cara Sophía, erano affaccendati alla ricerca di risposte per scoprire le cause dei tanti eventi che accadevano sotto il loro cielo e dentro le coscienze e che risultavano incomprensibili o, quantomeno, privi di evidente spiegazione.
Claude Monet, Sentiero nella nebbia
I mezzi a loro disposizione erano limitati e solo diversi secoli più tardi i loro discendenti sarebbero riusciti a provare e spiegare scientificamente ciò che allora era avvolto dal mistero o sembrava di esclusiva pertinenza, pertanto imperscrutabile, di Dio.
Una questione molto dibattuta, da Sant'Agostino d’Ippona (354 - 430) in poi, era legata alla prescienza e predestinazione divina. In altre parole si cercava di dare una spiegazione di tipo scientifico, a quei tempi la filosofia e la teologia erano le scienze per eccellenza, circa il fatto che Dio conosce il futuro di ogni essere vivente e ne decide, fin dall’inizio, la glorificazione o, viceversa, la dannazione.
Tra certezze e dubbi, tra scelta e predeterminato
Già i filosofi greci e, dopo loro molti altri, si cimentarono per trovare risposte adeguate: da Anselmo d’Aosta a Severino Boezio, da Tommaso d'Aquino a Giovanni Duns Scoto per giungere all’ultimo dei filosofi medievali Guglielmo di Occam. Superfluo scriverti che alle granitiche certezze di alcuni - Dio sà e ha già stabilito tutto- fanno da contraltare i dubbi degli altri.
Perché, Sophía, era ed è importante questo argomento?
Come avrai intuito era ed è in gioco quello che molti considerano un grande privilegio dell’essere umano: il libero arbitrio.
Non dare per scontata questa prerogativa o, quantomeno, non credere che tutti siano d’accordo in merito all’esistenza della libertà di volere, quale caratteristica umana.
Teologicamente si è sempre cercato di conciliare il libero arbitrio con la prescienza divina, non potendo escludere totalmente il primo e rinnegare la preconoscenza e l’onnipotenza di Dio.
I filosofi deterministi, da Epicuro ad Hobbes, da Cartesio a Kant, solo per citarne alcuni, indicarono che in natura nulla avviene per caso ma ogni fenomeno è il risultato di una catena di cause ed effetti risalenti alla notte dei tempi.
Su tutti tuonò il pensiero di Friedrich Nietzsche (1844 - 1900) il quale affermò che il libero arbitrio è solamente un’illusione umana. Egli fu quasi un precursore delle nuove tesi avanzate dalle neuroscienze per le quali il libero arbitrio non è un’opzione filosofica o teologica ma esclusivamente scientifica.
Thomas Hobbes
Le "premonizioni" del consulente finanziario
Che grande dilemma, mia cara Sophía, al quale la maggior parte degli esseri umani non dedica, o non vuole dedicare, il proprio tempo per trovare una personale via d’uscita. Eppure, se solo fossimo determinati ad assumere il ruolo di protagonisti e non di semplici comparse sul palcoscenico della vita, anche con questi problemi saremo costretti, prima o poi, a fare i conti.
Non fa eccezione il consulente finanziario il quale studia cosa accadrà nel variegato sistema economico, si applica per interpretare i segni premonitori e, di certo, non si affida al caso.
E nella grande sala dei bottoni, si vocifera, che i pochi decidono le sorti economiche e il destino dell’intero pianeta.
Può essere vero ma personalmente non credo vi sia un Deus ex machina, per tornare alla tanto cara quanto utile tragedia greca, che disponga delle azioni e del destino degli uomini.
Ogni sviluppo, anche nel campo finanziario, è figlio delle scelte e delle azioni che, nel tempo, si sono intrecciate e alimentate inseparabilmente ma, pur sempre, confezionate dagli uomini; categoria nella quale il consulente non deve essere un modesto figurante.
Diamo spazio, dunque, alla volontà di migliorarci in vista di un futuro contingente che non può essere stabilito a priori. Viviamo dei nostri sogni ad occhi aperti, Sophía, quelli che vale la pena inseguire per una vita intera e che nessuno confeziona per noi e solo così facendo ogni decisione che prenderemo sarà un’interrogazione al nostro libero arbitrio, un pezzo di strada verso una meta, un grido che si ergerà oltre la vita.