Resilienza: virtù e dono.

Cara SophÍa, che mi diresti se ti invitassi a “rimbalzare” nel senso di ritornare in fretta?

Certo, posso immaginare la tua perplessità perché, esposta in questo modo, la richiesta è fuori luogo o, quantomeno, necessita di qualche spiegazione ed approfondimento.Gustave Courbet, Le scogliere di Etretat dopo la tempesta

Resilis, questo termine latino sta all’origine del mio invito ed esso stava ad indicare la capacità di resistere nei contesti di difficoltà. A questo punto hai capito, SophÍa, che oggi voglio scriverti di quella capacità e caratteristica che chiamiamo resilienza e che i filosofi greci, il primo fu probabilmente Platone (428 a.C. - 348 a.C.), definivano come forza d’animo, ossia una forza interiore invincibile e dal potere salvifico.

Qualcosa che rimanda ad un’anima in grado di legare insieme emozione e razionalità, come nella descrizione del mito della biga alata nel Fedro del filosofo greco. Le scelte che facciamo, dopo aver analizzato il noi razionale, devono essere proprio nostre in modo da non dover mai sentirci alieni alla nostra vita.

Apprendere a fronteggiare le avversità

Vorresti essere una vittima passiva di fronte agli eventi avversi o preferiresti fronteggiarli con la consapevolezza che, una volta sopravvissuta ed essere stata capace di dare un senso a ciò che ti è accaduto, avrai rafforzato il tuo animo?

La via che porta ad apprendere e migliorare la resilienza è solitaria e lunga quanto la nostra esistenza; interpretiamo gli eventi e reagiamo ad essi in modo soggettivo, con i nostri personalissimi tempi di elaborazione per comprendere cosa ci sta accadendo e perché.

Ecco che ci viene in soccorso l’arte della filosofia, mia cara SophÍa; quella indomabile energia che l’esperienza del meraviglioso ci riserva, quella insaziabile richiesta di cercare risposte agli infiniti “perché” che, senza sosta, chiediamo alla vita.

Essere resilienti implica, sovente, cambiare il nostro punto di vista, osservare oltre l’apparenza per scoprire ciò che si trova al di là di uno sguardo frettoloso, fare in modo che, come scrisse Emily Dickinson “la vista si adatta alla tenebra e affrontiamo la strada a testa alta”.

È proprio quando la difficoltà viene vissuta come un’opportunità, una sfida irrinunciabile che ci consente di trovare un equilibrio, che emerge il valore della resilienza intesa come flessibilità e mai come vulnerabilità, come proattività e non solo reattività.

Il consulente finanziario conosce i momenti di turbolenza

Dai periodi di mercati finanziari difficili si può uscirne delusi, sfiduciati e rassegnati; oppure, al contrario, fortificati e consci che proprio quelle avversità, storicamente cicliche, contengono, se lette con l’aiuto di un professionista, opportunità importantiEmily Dickinson

Tenere la rotta nel mare agitato dalla tempesta è prerogativa di un esperto ed impavido comandante che sfrutta le forze della natura a proprio favore per approdare alle isole felici (come fece Ulisse); allo stesso modo il bravo consulente finanziario sa mantenersi lucido e controlla le proprie emozioni dinnanzi ad eventi critici e accompagna il proprio cliente attraverso la volatilità dei mercati.

È possibile uscire rafforzati ed arricchiti, mia attenta SophÍa, dopo aver attraversato molte esperienze traumatiche e ritrovarsi pronti per affrontare nuove prove, solamente se abbiamo accettato i cambiamenti che l’evento avverso ha generato in noi stessi, nella nostra anima.

L’accettazione è, senza ombra di dubbio, il passaggio più difficile da fare perché enfatizza i nostri limiti, li scopre alla nostra coscienza che non è disposta ad accettarli ma è, allo stesso tempo, anche l’unico ponte gettato tra il problema e la soluzione; quel ponte, SophÍa, lo dobbiamo attraversare.

La resilienza, hai certamente compreso, è una virtù che, fortunatamente, si può sviluppare e condividere perché molto spesso da soli non è possibile affrontare gli accadimenti che la vita ci riserva. Fa in modo, SophÍa, che acquisti così il valore inestimabile del dono.


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