Che cosa è?
di Giovanni Beraldo | pubblicato il 23 marzo 2023
Torniamo a scuola Sophía, riprendiamo posto tra i banchi con quella brama di apprendere che, forse, in gioventù non ci apparteneva perché il mondo ancora inesplorato era troppo vasto e noi, colmi di vento e speranze, ci lasciavamo trasportare lontano da quelle aule che ci apparivano troppo anguste.
Ma quella, la scuola appunto, è la porta d’accesso per poter vivere pienamente nel mondo; per cercare e trovare la luce della verità che sola ci consente di essere come terra fertile sulla quale, un giorno, permetteremo la crescita dei nostri talenti.
Paul Gauguin, Contadine Bretoni
L’ignoranza è la madre di tutte le battaglie, la mediocrità che blocca la creatività, l’inedia che inibisce la fame di conoscenza, l’eclissi che oscura la luminosità della ragione.
Il maestro ha domande non verità
Prendi come insegnante chi non ha certezze assolute e non sia depositario di verità poiché, queste, risiedono già in te e stanno solamente aspettando di essere portate alla luce. Solo chi ti guida lungo i sentieri della conoscenza, portandoti a sviluppare una coscienza autonoma, è degno di farsi chiamare, da te, maestro.
Avrai capito mia cara Sophía che ti sto introducendo, con questo argomento, a conoscere il più grande educatore della Grecia antica, colui che visse coerentemente il suo messaggio filosofico fino a sacrificarne la propria vita: Socrate (469 a.C. - 399 a.C.).
Egli indagherebbe la tua interiorità, il tuo modo di formulare i ragionamenti e mirerebbe a far nascere in te l’interesse per la conoscenza in un dialogo continuo.
Proprio come una levatrice che aiuta la partoriente a dar luce al proprio bambino, così, Socrate, aiuta il suo interlocutore a far uscire il suo potenziale umano, da qui il nome del suo metodo d’indagine “la maieutica” (Platone, Teeteto). Egli si adopererebbe facendoti domande sempre più mirate per far uscire la sapienza, la sophía, dalla tua attitudine a dubitare e a dar retta alle false credenze e ai luoghi comuni.
Se la ragione viene sollecitata, ti ricordo Sophía che il filosofo inglese John Locke (1632 - 1704) quasi duemila anni dopo scrisse che l’essere umano deve farla “rifulgere”, questa indirizza le azioni al buono e all’utile; in una parola alla felicità.
Il consulente finanziario dialoga senza preconcetti
Può la maieutica, intesa come metodo dialogico, trovare posto all’interno del rapporto che si instaura tra consulente finanziario e cliente? Chi fra noi, come Socrate, riesce a non porre al centro se stesso nel dialogo ma, nel dialogare, cerca solamente di farsi dono per chi parla con lui, senza interesse?
Jacques Louis David, Morte di Socrate
Il consulente è proprio attraverso il dialogo che può comprendere e guidare, senza mai sostituirsi o imporsi sul proprio cliente nella formulazione degli obiettivi e sul percorso da intraprendere.
Solamente, Sophía, chi come Socrate non porrà il proprio trascorso quale termine di paragone nel confronto con l’altro ma saprà, invece, partecipare all’incontro in modo totalmente gratuito e libero. In un dialogo che non potrà mai essere standardizzato ma unico ed autentico.
Le manie di valutare, normalizzare ed affermare allontanano l’atto generativo di donare all’altro la scoperta della propria verità interiore la quale annienta il disinteresse e la superficialità dei rapporti.
Ancor di più, l’arte della maieutica, acquista significato nel riconoscimento di leadership, certificata nell’abnegazione, nell’aiuto agli altri ad evolversi partendo dalla propria individualità e creatività.
Tutto ciò può sembrarti inattuale Sophía?
Certamente, se avrai la mente offuscata dall’oppio della consuetudine che condannerebbe Socrate a bere ancora una volta la cicuta. Se, diversamente, porrai ai tuoi interlocutori e a te stessa la domanda caratteristica del grande filosofo - che cosa è? - allora tu sarai autenticamente Sophía e tuo sarà il mondo.