Buona come il pane
di Giovanni Beraldo | pubblicato il 26 gennaio 2023
Sei buona come il pane Sophía? Hai mai detto di qualcuno o qualcuna che è buono come il pane?
Se vuoi definire una persona dal cuore “tenero” hai utilizzato di certo quest’espressione popolare. Non troveresti parole più adatte, Sophía, per esprimere quel suo modo delicato di fare e che riesce a trasmetterti. Giungeresti persino a pensare che potresti dirle di tutto, tanto buona è e buona rimane.
Johannes Vermeer, Lattaia
Ma la bontà esiste? Quanto invece ti può confondere, Sophía, il buonismo?
Non farti incantare cara Sophía dal buonismo, da quello sfoggio di falsa bontà che in molte persone, in quest’epoca, fa bella mostra di sé lungo le passerelle della politica, del business e, in generale, di tutte le attività sociali. Spesso sei solamente al cospetto dell’egoismo che simula l’altruismo e dell’opportunismo che imita l’onestà. Peserebbe di più il cuore di costoro o la piuma posta sul piatto opposto della bilancia dal Dio egizio Anubi?
Bontà, religione e morale
“Gli Dei sono buoni e noi li amiamo per questo” diceva Platone, ma la bontà supera la teologia e le credenze perché fare del male è male in sé, aldilà di qualsiasi precetto religioso. Certo Sophía, l’inferno, per chi crede, è un buon deterrente ma le fiamme eterne non dovrebbero essere considerate a prescindere.
Immanuel Kant separava rigorosamente la morale dalla religione e con lui molti altri filosofi per i quali “buona è una cosa che soddisfa il nostro desiderio, sia esso nobile o meno, cattiva è quando vi si oppone”, ma non sempre gli esseri umani hanno pensato in questo modo.
Nel XVI e XVII secolo l’Europa fu teatro di sanguinose guerre di religione che presero avvio da quella che passò alla storia con il nome di Riforma Protestante. Martin Lutero (1483 – 1546) e Giovanni Calvino (1509 – 1564), tra le varie tesi, predicarono il piano divino della predestinazione e negarono il libero arbitrio; cosa significa tutto ciò Sophía? Che in questo caso esser buoni o cattivi non dipenderebbe dalla nostra volontà e nessuno sarebbe colpevole né potrebbe essere giudicato.
Oppure, come io credo, esser buoni è una scelta? È un allenamento lungo una vita. Spesso potrebbe sembrare una resistenza allo stato di natura poiché, come sostiene Thomas Hobbes (1588 – 1679), “l’essere umano è egoista e si trova a vivere in una situazione indesiderabile e la spinta al dominio genera diffidenza e ostilità”.
Auguste ComteFare filosofia morale implica svelare ciò che sta nascosto dietro la falsa bontà e rammentare all’essere umano il privilegio e la responsabilità dell’esercizio del libero arbitrio. È inevitabilmente una lotta contro quello che i latini definivano “Homo homini lupus est”, ossia un uomo predatore e crudele.
Il consulente finanziario può essere buono?
Il lupo si vince con l’arma dell’altruismo che poi è uno dei valori che contraddistinguono un consulente finanziario. Essere altruisti è espressione di bontà verso il proprio cliente, di predisposizione alla risoluzione dei problemi in vista del bene di questi. Fu Auguste Comte (1798 – 1857) che coniò il termine “altruismo” e lo considerava “come un vivere per gli altri che porta al benessere non solo sociale ma anche individuale”.
Non confonderti Sophía con l’essere compassionevole al quale faceva riferimento il filosofo Arthur Schopenhauer (1788 - 1860) dal profondo del suo pensiero pessimista. La bontà, che per me esiste, è rivelazione del perdono e della gratuità; non arrendevolezza ma irriducibile generosità. Si è buoni anche quando si pronuncia un “no” nelle circostanze e per motivi educativi e moralmente corretti.
Cara Sophía, come avrai compreso, la bontà è un valore spesso relegato tra gli scaffali impolverati di un antiquario e il nostro compito è quello di recuperarla, ridarle splendore e disperderne, ovunque e con chiunque ci troviamo, il profumo buono come quello del pane caldo al mattino.