Fragilità e leggerezza

Cara Sophía, a che ora prenderai il treno domattina per recarti in centro? Uscirai di casa con l’ombrello oppure confiderai in una giornata soleggiata? E l’appuntamento dal medico per un controllo sul tuo stato di salute lo sceglierai tra le varie opzioni che ti verranno offerte nella app?Charles Amedée Philippe Van Loo, Bolle di sapone 

Di certo hai già consultato il tuo smartphone e hai la certezza che all’ora che ti sarà più comoda partirà un treno, che potrai lasciare a casa l’ombrello e al suo posto porterai con te gli occhiali da sole e per il tardo pomeriggio, prima di rientrare, hai fissato l’appuntamento dal medico.

Il bisogno (vano?) di avere il pieno controllo

Tutto sotto controllo Sophía. Il tuo desiderio di controllare ogni cosa è esaudito. Ma ti sei mai chiesta perché abbiamo questo desiderio?

Semplice, perché la vita è imprevedibile. Perché il senso di insicurezza che si insinua nella nostra psiche ci metterebbe nella condizione di poter soffrire, e questo non lo vogliamo. Dominare qualcosa equivale a nascondere la nostra fragilità.

Accettare l’insicurezza che sta alle fondamenta della esistenza umana è una capacità che la filosofa statunitense Martha Nussbaum (1947) definisce come l’essenza della “buona personalità”, ossia vivere secondo i principi etici significa avere fiducia dell’incerto e accettare di essere organismi vulnerabili.

Nella quotidiana corsa competitiva impegnata ad esaltare la forza e annichilire la debolezza è forse il caso di rallentare e considerare la fragilità come una virtù che appartiene alla natura umana e l’atteggiamento spavaldo o prepotente a poco serve, dal momento che essa appartiene a tutti noi

Martha Nussbaum

Se l’essere è fragile allora perché trattare la fragilità come un francobollo fuori corso?

Sarai d’accordo con me, Sophía, che tanto vale valorizzarla e ciò comporta rivalutare le nostre debolezze senza nasconderle. Esse concorrono a definire la nostra personalità e ci fanno prendere coscienza che sbagliare è un diritto e il giudizio non sarà una conseguenza da temere.

Rivela le tue fragilità, otterrai empatia 

Il prepotente nasconde le proprie fragilità perché ne ha vergogna, inconsapevole che mostrarle è entrare in empatia con il prossimo le cui fragilità traggono forza proprio dalla manifestazione di queste. Si tratta di una solidarietà che trae origine dalla fragilità.

Ecco, Sophía, l’insegnamento che ne possiamo trarre: essere fragili implica aver bisogno di qualcuno che ci aiuti a liberarci dall’illusione che possiamo fare tutto da soli.

Né il consulente, né il cliente possono negarsi questa reciproca richiesta. Affiancarsi lungo il cammino della consulenza non è percorrere strade parallele ma un’unica corsia ed essere pronti nello sforzarsi a scoprire e riconoscere le fragilità dell’uno e dell’altro.

Imparare a convivere con le proprie fragilità, però, non vuol dire affrontare la vita con leggerezza e a tal proposito scrisse Italo Calvino (1923 – 1985) nella prima delle sei lezioni da tenere all’Università di Harvard dedicata alla “Leggerezza”: “Prendete la vita con leggerezza. Che leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore”.


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