Oh, meraviglia delle meraviglie!
di Giovanni Beraldo | pubblicato il 25 agosto 2022
“Oh, meraviglia! Oh, meraviglia delle meraviglie! E ancora meraviglia!” (Shakespeare, Come vi piace, atto III, scena II) così esclamava Celia rivolta alla sua amica Rosalinda mentre nella Foresta di Arden parlavano di Orlando, innamorato di quest’ultima.
E tu Sophía? Riesci ancora a stupirti e meravigliarti di qualcosa? Puoi cogliere il piacere della sensibilità, del pensare criticamente e allontanare da te l’a-pathia? Che è nemica di thauma, la meraviglia?
Pierre-Narcisse Guérin, Morfeo e Iris
Non a caso, per i greci antichi, Taumante era la madre della messaggera degli Dei, Iride, la quale scendeva a terra camminando sull’arcobaleno. Quest’ultimo, da sempre, ha suscitato infinita meraviglia. Ma non sarà mica un caso che quella parte straordinaria del nostro occhio che può avere e cambiare diversi colori si chiami proprio Iride? Vedi Sophía come tutto si collega e il nostro linguaggio ha fondamenta antiche.
È a causa della meraviglia, sosteneva Aristotele ne la Metafisica, che gli uomini hanno cominciato a filosofare. Il senso del dubbio e quindi la propensione a meravigliarsi per qualcosa di inatteso ed improvviso reclama uno sforzo che va oltre la semplice curiosità; sorge l’esigenza di comprendere il senso delle cose e di sé stessi nella loro essenzialità.
Non fermarci alla superficie ma inabissarsi dove ciò che ancora non si conosce si offre per essere svelato e sbalordirci.
Hai mai provato a rispondere a domande quali:
- Chi sono io?
- Come posso raggiungere uno stato di felicità?
- Cos’è il nulla?
E molte altre domande Sophía che puoi porti in ogni momento? Se lo hai fatto ti sarai certamente trovata, prima o dopo, ad un punto dove non avevi più argomenti e allora ti saresti voluta arrendere. Proprio lì ti soccorre il desiderio di apprendere, la rimembranza di una gioia già provata nel fare conoscenza di qualcosa che prima ti era ignota. È nell’infinita scalata del conoscere che l’uomo incontra i rifugi dove dimorano le risposte, più complete e profonde a mano a mano che egli sale.
Un'epoca che ci priva dello stupore
Viviamo nell’epoca della velocità, tutto ci arriva istantaneamente con un clic. Ci aspettiamo e otteniamo tutto e subito. Ma aspettarsi qualcosa significa aver perso lo stupore e la curiosità. Ciò che è scontato non è temuto, temere è l’altro significato del termine greco thauma, e di conseguenza non può meravigliarci.
William Shakespeare
Non devi andare molto lontana Sophía per provare meraviglia, spesso ciò che provoca questo sentimento è sotto i tuoi occhi, semplicemente non te ne accorgi. Essa giunge improvvisamente, ma puoi allenarti a preparare il tuo pensiero all’attesa, a non assopirti sul letto del risaputo.
Chi sa meravigliarsi è incline a meravigliare.
Chi si standardizza si perde lungo le lande desolate del così fan tutti. Come quei consulenti finanziari che non lasciano traccia tra gli avvenimenti della vita quotidiana dei propri clienti. Anziché proporre esperienze che faranno parlare di sé, che faranno esclamare "Wow!" si adagiano sull’anonimato restando impressi nella mente dei loro clienti quanto lo può restare l’acquisto di un giornale all’edicola.
Hai capito bene Sophía. Anche chi esercita la professione di consulente finanziario può stupire, positivamente è auspicabile, concentrandosi sui bisogni dei propri clienti e riservando loro quelle attenzioni, anche semplici, che non si aspettano. Un augurio di compleanno, una cena, un evento su un tema particolarmente caro sono solo alcuni esempi per far esclamare un risonante Wow!
Meravigliare è oltrepassare lo spazio quotidiano per entrare in empatia e svelare sé stessi. Meravigliarsi è continuare a camminare sull’infinito tornante del sapere e stupirsi dopo ogni curva di aver fatto conoscenza di quanto ci era ancora celato e, allo stesso tempo, pregustare il sapore che riserva l’ignoto ancora inesplorato.