Come seguire il carro del destino?
di Giovanni Beraldo | pubblicato il 11 agosto 2022
Lo sai Sophía quanto è sottile il confine che separa la responsabilità dalla colpa? Il passaggio dall’una all’altra è quasi sempre immediato ma, poiché alla seconda associo un significato che colpevolizza agendo sulla coscienza, trovo più interesse concentrarmi sulla ricerca di chi è responsabile piuttosto che su chi è colpevole.
Giuseppe De Nittis, Al Bois
Di solito ci viene più facile soffermarci sulle colpe di qualcuno, vere o presunte, che sulle nostre responsabilità unicamente perché, in questo secondo caso, l’indagine ci porta dritti a noi stessi e quest’introspezione non ci è molto gradita. Però Sophía te ne devi fare una ragione, le mete e i sogni, anche quelli che sembrano impossibili da realizzare, sovente si materializzano grazie alle nostre azioni.
Assumersi la responsabilità di quanto accade equivale ad essere responsabili della stessa nostra vita, fallimenti e trionfi compresi; non c’è il giusto e l’ingiusto, il premio e la punizione nel concatenarsi degli eventi ma la capacità di rispondere da protagonisti.
Mettiti comoda Sophía, la responsabilità è un essere e una scelta; a volte, come per il consulente finanziario, questa corrisponde ad una promessa lunga una vita che viene fatta al proprio cliente e che non può mai essere disattesa.
Un termine sconosciuto, ma un concetto sempre presente
Non ci crederai Sophía! Il termine responsabilità era sconosciuto presso i greci e i latini, ma non per questo ognuno di essi si riteneva libero di fare ciò che voleva senza tener conto delle conseguenze. Per loro il discorso intorno ad essa significava riflettere sulla libertà e sul libero arbitrio, nel senso che ognuno è responsabile del proprio operato senza imposizioni ma sulla base di libere scelte.
Platone, ne “La Repubblica”, sostiene che le miserie dell’uomo sono frutto della libertà, è l’uomo stesso che si sceglie il proprio dàimon liberamente e poi ne resterà per sempre legato. Fai attenzione Sophía a non confondere il termine dàimon con ciò a cui assomiglia nella lingua moderna, l'uomo non sceglierà il proprio demone, inteso come spirito maligno, bensì l'entità che si muove tra uomo e divinità e che ne caratterizza la reale natura. Seguire il proprio destino coscientemente e con soddisfazione, sostiene ancora Platone nel “Fedro”, può salvare l’uomo dal seguire il carro del destino in ceppi come uno schiavo oppresso.
Jean-Paul Sartre
Allora nessuna scusa Sophía, perché non fare, rimandare o peggio scegliere di non fare come unica alternativa, è nella realtà una negazione della responsabilità. Per il filosofo francese J.P. Sartre (1905 – 1980) l’essere umano ha la capacità mentale di pensare alle alternative perché è libero e la libertà non è l’arbitrio dell’individuo, ma essendo essa parte dell’esistenza è l’esistenza stessa.
La responsabilità di modellare il futuro
Un’esistenza che oggi, cara Sophía, è drammaticamente minacciata dall’individualismo e dalla contingenza. È tempo invece di dover decidere oggi perché il futuro non può aspettare ed è questo che sostiene il filosofo tedesco Hans Jonas (1903 – 1993) nel suo saggio “Il principio responsabilità” spostando nel presente, quale tempo cruciale per agire a garanzia di domani, l’attenzione delle azioni dell’uomo.
Pianificare per il futuro, mia cara Sophía, equivale ed un autentico impegno che tutti siamo tenuti ad affrontare oggi e il valore imprescindibile che dobbiamo interiorizzare è quello della responsabilità, sia essa nei confronti di chi ci sta accanto che verso le future generazioni. L’eredità attesa, più che il denaro o i mattoni, dev’essere la terra promessa.