Il denaro

Cosa tieni in mano, Sophía, quando ti trovi davanti alla cassa del panificio che sta vicino a casa tua? E quando vai a comperare il giornale? Quando il tuo fruttivendolo di fiducia ti porge la borsa con dentro la frutta e la verdura cosa gli dai in cambio?Ritratto del mercante Dyrk Tybis, Hans Holbein il Giovane

Hai compreso Sophía che mi sto riferendo al denaro, termine che deriva dalla parola latina denarium, in origine una moneta d’argento dal valore di dieci assi. L’emergere della moneta si rese necessario al fine di superare gli inconvenienti del baratto che fu la prima e più semplice forma di commercio; comparvero le monete merci, ossia conchiglie, grano, sale, bestiame e altro. Col tempo questi oggetti e animali hanno perso il loro significato di denaro e altri lo hanno assunto, come ad esempio le carte di credito.

Capisci Sophía che il denaro è uno strumento legato al contesto sociale e all'integrazione degli individui. Esso, teoricamente, può aiutare nella redistribuzione della ricchezza.

La ricchezza ha divorziato dalle virtù

I nostri amici greci, mia cara Sophía, indicavano la ricchezza come ciò di cui si ha bisogno. Per essi ricco è colui che dispone di ciò di cui necessita, ossia ha la possibilità di soddisfare i propri bisogni materiali.

Il mito della ricchezza e della povertà è ben descritto da Aristofane nella commedia “Pluto”. Pluto era il dio della ricchezza che avrebbe voluto offrire i suoi servigi solo ai giusti e agli onesti ma così facendo sarebbe andato contro il volere di suo padre, Zeus, che invece mirava a conservare l’equilibrio che sta nel vivere entrambe le polarità dei modelli, buoni e cattivi. Da quel momento sembra che le ricchezze abbiano divorziato dalle virtù e dai talenti.

Ma cos’è il denaro Sophía? La risposta non è e non è mai stata semplice e tantomeno completa. Nell’epoca della spersonalizzazione dei rapporti umani il denaro diventa uno strumento che gli uomini utilizzano per entrare in rapporto reciprocamente. Il denaro come valore sostituisce i valori perduti e domina la vita sociale.

Per il filosofo tedesco George Simmel (1858 – 1918) i valori delle cose perdono il loro significato e tutte le passioni vengono depositate nell’oggetto del desiderio che può essere ottenuto col denaro il quale è indifferente alla verità, come essenza, contenuta nelle cose stesse.

Ecco che interviene la filosofia, cara Sophía, perché è suo compito denunciare le illusioni che l’utilizzo incontrollato del denaro generano fino al deteriorarsi dell’essere. Entrano in campo i concetti di avidità e avarizia, intimamente legati al significato del potere che si concentra nella fase precedente la spesa, una volontà di potenza che non diventa mai godimento.George Simmel 

L’avidità rende quasi sempre infelici proprio a causa di un’insaziabilità che non dona mai soddisfazione, di un timore di sciupare il successo passato e da questo modo di vivere il presente ne consegue una scarsa fiducia nel futuro. Ne ricaviamo dunque che saperci fare col denaro dipende essenzialmente dal nostro comportamento e questo comportamento non è facile da apprendere e da insegnare. 

Il mondo che sarà, la vita che vorrai Sophía

Gli investimenti che il consulente e il cliente concordano non sono solamente una questione matematica, non sono esclusivamente un settore dell’economia dove algoritmi, formule e dati ci forniscono con precisione delle soluzioni. Sono le storie personali, la raffigurazione del mondo di ognuno, il nostro orgoglio e mille altri motivi, anche imprevedibili, che ci portano a pensare al denaro e a decidere una strategia piuttosto che un’altra.

La storia del denaro è una vicenda dello spirito prima che dell’economia
scrive lo psicologo e psicoterapeuta Claudio Widmann (1949).

Entrare o uscire dai mercati finanziari non è semplicemente un carpe diem, Sophía, una questione di timing, una buona o cattiva sorte che si prende gioco delle nostre fragilità, quanto piuttosto un’attenta analisi e riflessione a grandangolo della propria vita.

Nello spazio riservato al libero arbitrio del cliente, il tuo Sophía, è il consulente finanziario che costruisce le indicazioni necessarie affinché questi, al quale spettano le scelte definitive, trovi una segnaletica per orientarsi in modo chiaro e consapevole.

Ecco perché si deve pensare filosoficamente al denaro in quanto esso non è un affare solo per economisti ma un valore generato da una realtà che viene prima dell’economia stessa. Nella natura del mondo, dove tu ed io cara Sophía viviamo, non c’è denaro ma pietre ed è la mente umana a crearlo.


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